Il noleggio oltre la siepe

Il noleggio oltre la siepe

Ci sono eventi che costituiscono sintomi (tendenze, soggettive)  ma non segni (prove, oggettive).  Solo quando si verificano più casi, tutti documentabili, di uno stesso fenomeno, il sintomo diventa segno. E’ quello che è successo al processo di internazionalizzazione delle imprese italiane dinoleggio, qualcosa di cui si parlava da tempo, insieme alla qualità, elemento indispensabile per poter competere con successo sul mercato.

Una sfida che (le notizie sono di questi giorni) si è trasformata in realtà per tre imprese di noleggio italiane, Niederstätter,  Nacanco e CTE.

La prima, una delle più importanti realtà italiane nel settore della vendita e noleggio di macchinari per l’edilizia, attrezzature e container è stata scelta per il cantiere dello Stavros Niarchos Foundation Cultural Center ad Atene, un progetto di Renzo Piano. Per questo progetto ha fornito tre gru Liebherr il cui montaggio e smontaggio  è stato effettuato sul posto dal proprio staff, in collaborazione con il personale della Liebherr.

Nacanco, da parte sua ha fornito due sollevatori telescopici e un’ampia gamma di piattaforme semoventi per la costruzione di una struttura terziaria a Etoy, in Svizzera. E questa fornitura è solo l’ultima in ordine cronologico che riguarda i mercati internazionali.

Infine  CTE, da tempo presente oltre confine, ha reso disponibile la versione in lingua tedesca del suo sito (oltre a italiano e inglese, una quarta lingua verrà a breve aggiunta),  a sottolineare la dimensione internazionale dell’azienda e la volontà di essere più vicina ai propri clienti, continuando a mantenere ampi confini linguistici e commerciali.

Sono solo gli ultimi tre esempi di un fenomeno che da sintomo si è fatto segno e che sottolinea come la crescita e la ripresa nel comparto delle costruzioni passi necessariamente attraverso l’internazionalizzazione delle attività.

Un’operazione che non è immune da criticità perché implica che le nostre imprese di noleggio si avvalgano di una rete di partner internazionali di altissimo profilo, la conoscenza delle normative e delle procedure locali dei paesi esteri, personale qualificato e plurilingue che sia in grado di abbattere le barriere linguistiche, un parco macchine ampio e diversificato che venga incontro a tutte le esigenze operative…

Una complessità gestionale tipica di ogni processo di internazionalizzazione ma che in questo caso, trattandosi di un servizio (il noleggio) e non di un bene e quindi implicando tutta una serie di strategie a monte e a valle, che esulano dalla mera attività di export,  può comportare un maggior numero di problemi, a tutti i livelli.

Gli esempi di questi giorni dimostrano che i nostri noleggiatori sono in grado di competere perfettamente, a suon di qualità, dinamismo progettuale, proposte innovative. Anche oltre la siepe.

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